Da Immobile a Cutrone: il Beppe Viola è scuola di bomber

Meno di una settimana al via del torneo di Arco (8-13 Marzo). Nutrita la pattuglia di attaccanti che in passato hanno infiammato la competizione Under 17 e poi trovato consacrazione internazionale. In attesa dell’esplosione di Pinamonti e Kean, è il ventenne milanista la stella del momento

04 marzo 2018

“Goal” è la parola che il gioco del calcio ha reso popolare in tutto il mondo. Letteralmente significa obiettivo, ma applicata al “pallone” è molto di più: l’emozione più grande che si possa provare durante una partita. Col passare degli anni il calcio ha subito mutazioni e si è evoluto ma la figura dell’attaccante è sempre lì, pronta a scrivere la storia nel bene o nel male e a far sognare intere generazioni di tifosi attraendoli con un fascino immutato.

Tra le palestre di “bomber” più prolifiche in Italia e in Europa, il Trofeo Beppe Viola – la cui edizione n°47 si disputerà ad Arco (Trento) dall’8 al 13 marzo – rappresenta una parte importante della storia del calcio giovanile italiano. Numerosi talenti del passato e del presente si sono infatti rivelati per la prima volta a livello internazionale proprio sui campi del Garda Trentino, confermandosi poi campioni e attaccanti di razza.

Partendo da Marco Ferrante (al Trofeo Beppe Viola con il Napoli nel 1986), Roberto Muzzi (Roma nel 1987) e da chi ha raccolto “idealmente” il suo testimone nelle giovanili del club capitolino, Francesco Totti (1992), Campione del Mondo nel 2006, capocannoniere della Serie A e Scarpa d’Oro nel 2007, il Trofeo Beppe Viola ha visto all’opera nel corso degli anni punte del calibro di Marco Di Vaio (Lazio 1992), Sergio Pellissier (Torino 1995), Marco Borriello (Milan 1999), Giampaolo Pazzini (Atalanta 2001), oltre ai bomber italiani del momento, Fabio Quagliarella (Torino 2000) – che in barba alle 35 primavere con la Sampdoria sta vivendo una seconda giovinezza ed è attualmente il terzo bomber della massima serie – e Ciro Immobile (Messina 2007).

La vena realizzativa di Immobile, uno dei motivi dell’eccellente stagione della Lazio sia in Italia sia in Europa, è figlia di un percorso giovanile “step by step” che l’ha visto approdare, dopo la partecipazione al torneo di Arco, alla primavera della Juventus, con la quale si è aggiudicato il Torneo di Viareggio nel 2010 laureandosi capocannoniere della competizione, prima di raggiungere la consacrazione nel calcio professionistico con Pescara e Torino, vestendo anche le maglie di due club di comprovata caratura internazionale come Borussia Dortmund e Siviglia.

Sulla scia di Immobile, che rappresenta uno dei punti di riferimento della ricostruzione azzurra dopo la mancata qualificazione ai Campionati del Mondo di Russia 2018, una nuova generazione di attaccanti italiani si sta affacciando all’orizzonte, tutti passati dal banco di prova del Beppe Viola. Aspettando la definitiva esplosione di Moise Kean (Juventus, 2015) e del trentino-doc Andrea Pinamonti (Inter 2015), la “nouvelle vague” è al momento guidata da Patrick Cutrone (2014), il terminale offensivo che sta contribuendo a suon di gol alla “rinascita” del Milan di Rino Gattuso, in attesa del derby che potrebbe proiettarlo a soli vent’anni nella storia del club di Via Aldo Rossi.

La 47ª edizione del Trofeo Beppe Viola, come ogni anno, metterà in mostra nuovi talenti del calcio Under 17. Il torneo verrà trasmesso interamente in diretta streaming dalla società di produzione e distribuzione PMG Sport. L’inaugurazione giovedì prossimo con la prima giornata del turno eliminatorio. Prenderanno parte al torneo 16 squadre di cui 2 straniere, Partizan Belgrado (Serbia) e Brøndby (Danimarca), mentre i campioni in carica dell’Atalanta andranno a caccia di un tris consecutivo mai riuscito nella storia della competizione.

Foto credits: Fabio Galas