Dro

Storia, cangianti paesaggi mozzafiato, arte antica e contemporanea. E, ovviamente, sport legati alla montagna. Tutto questo è Dro, situata tra il Lago di Garda, il lago di Cavedine e il lago di Toblino, a sud della Paganella, Dro una delle più antiche comunità della valle del Sarca. Il Medioevo trionfa nei portali scolpiti di pietra, le torri, nei piccoli archi e nelle stradine irregolari. La chiesa sconsacrata dei S.S. Sisinio, Martirio e Alessandro, la chiesa Barocca di S. Antonio, il ponte romano di Ceniga e la torre Guaita di Pietramurata sono fra le principali mete di interesse storico-architettonico.


Il paesaggio che circonda Dro alterna punti quasi desertici ad angoli ricchi di vegetazione. Da una parte le Marocche, blocchi di roccia dalle dimensioni gigantesche e di origine glaciale, riconosciute come biotopo e sono le più estese d’Europa. Dall’altra le coltivazioni di frutteti e vigneti, che producono le rinomate prugne di Dro e il tipico Vino Santo.


Conosciuta fra gli appassionati di free climbing e arrampicata, Dro segna l’inizio di alcune tra le più belle pareti rocciose. La sua posizione offre inoltre la possibilità di escursioni e passeggiate, sia a piedi che in mountain bike.


Negli ultimi anni Dro si è anche proposto e affermato quale centro propulsore di performance artistiche. La storica centrale idroelettrica di Fies è adibita a centro di creazione e produzione delle arti contemporanee. Ogni anno ospita il Festival Drodesera, laboratorio di sperimentazione e sede di eventi internazionali.