Euro U17: Spagna campione ai rigori, Inghilterra beffata

Britannici raggiunti in pieno recupero e battuti dalle Furie Rosse nei tiri dal dischetto

20 maggio 2017

Incredibile! Mentre i panchinari dell’Inghilterra stavano per entrare in campo per festeggiare il loro terzo successo nel Campionato europeo under 17, una spizzata di testa del piccolo Diaz, con i corazzieri della retroguardia britannica che sono stati a guardare, regalava alle giovani Furie Rosse della Spagna un pareggio (2-2) sul quale nessuno (nemmeno loro) ormai ci avrebbe scommesso. Tra l’altro eravamo almeno 6 minuti dopo la fine del tempo regolamentare, perché l’arbitro danese Jens Maae era stato costretto – causa le continue interruzioni – a prolungare i 4′ di recupero che aveva concesso.

Una beffa troppo grande per i “leoncini”, privi per questioni tattiche dei loro piedi migliori (vedi Hudson Odoi e Sancho), che si sono presentati con il morale sotto i tacchi alla lotteria dei calci di rigore che, come è noto, vengono calciato con la formula del tie break tennistico. Cominciava bene Barlow, ma gli spagnoli, galvanizzati dall’insperato pareggio, replicavano con due perfette esecuzioni di capitan Ruiz e Morey. Sotto pressione, l’Inghilterra sbagliava prima con Brewster (palo), poi calciava alto con Latibeaudiere. Ed era la fine perché poi la Spagna chiudeva il conto (6-3) con Gomez e Chust tornando così a vincere (per la terza volta) quell’Europeo che le sfuggiva dal 2008 e che nel 2010 l’aveva vista soccombere proprio all’Inghilterra mentre, lo scorso anno, aveva subito la legge dei rigori finali con il Portogallo.

Considerando il gioco e le grandi individualità è un successo meritato, anche se l’Inghilterra, per come si è sviluppata la partita, deve recitare il mea culpa. In vantaggio al 18′ con un tiro deviato del giocatore del Chelsea Hudson Odoi, i leoncini subivano la reazione della Spagna che al 38′ trovava il pareggio con una perentoria conclusione del difensore esterno Morey. Meno brillante la ripresa, dominata probabilmente dalla paura di perdere, fino a quando Foden, al 58′,  si avventava su una palla respinta dalla difesa e sorprendeva con un rasoterra sul primo palo il portiere Fernandez forse ingannato da una leggera deviazione. Sembrava il gol decisivo, anche perché la Spagna non pareva più in grado di replicare con la necessaria lucidità. Azioni confuse, strappi nervosi e, nelle rare occasioni in cui i rossi riuscivano a liberarsi al tiro, il portiere Bursik ha sempre risposto da campione. Almeno fino al colpo di testa di Diaz sul quale lui ed i compagni della difesa non sono intervenuti con la necessaria convinzione. Ed è stato il principio della fine.

Nello Morandi

Foto Credits: TheFA.com