Europeo U17, girone di ferro per l'Italia

Gli azzurrini debutteranno il 3 maggio con i padroni di casa della Croazia, poi affronteranno Spagna e Turchia

09 aprile 2017

La nostra avventura comincerà subito in salita. Il 3 maggio, infatti, sul campo di Abbazia – amena cittadina dell’Istria, a pochi chilometri dal confine con l’Italia, dove si disputeranno i match del Girone A – ce la vedremo con i padroni di casa della Croazia, mentre il 6 affronteremo la Spagna e chiuderemo, speriamo non con le valigie già pronte, il 9 contro la Turchia.

Un girone di ferro, dunque, quello in cui è capitata l’Italia nella fase finale del Campionato Europeo di categoria al termine del quale verranno designate anche le 5 squadre che dovranno rappresentare il Vecchio Continente ai Campionati Mondiali in programma in India dal 6 al 28 ottobre. E’ già stabilito che passeranno le quattro semifinaliste, più una quinta squadra che vincerà lo spareggio tra quelle eliminate nei quarti. Al riguardo è già stata scelta la data, il 16 maggio, giorno delle semifinali, ma non è ancora chiaro il meccanismo visto che le squadre eliminate saranno necessariamente quattro.

Alle finali dell’Europeo, infatti, sono state ammesse le 16 nazionali che hanno superato la fase Elite dello scorso marzo divise in quattro gironi da quattro, ognuno dei quali poi promuoverà due squadre. Infine si procederà con un tabellone ad eliminazione diretta: il 12 e il 13 sono in calendario i quarti, il 16, come detto, le semifinali e il 19 la finale.

Un esordio esaltante e nello stesso tempo impegnativo – ha commentato il selezionatore azzurro Emiliano Bigica anche perché significa che, giocando con i padroni di casa, avremo sicuramente tutto il tifo contro. Ho comunque molta fiducia nella mia squadra che ritengo abbia tutti i numeri per superare il girone. Dopo la Croazia, infatti, dovremo affrontare la Spagna, realtà che conosciamo e con la quale abbiamo pareggiato per 1-1 lo scorso gennaio a Minorca, e infine la Turchia che è una realtà emergente in questa categoria, quindi un avversario tutt’altro che scontato”.

La Turchia, ricordiamo, si è qualificata come prima del proprio girone precedendo Norvegia e Ucraina che comunque sono riuscita a conquistare la fase finale. Mentre la Spagna è la Spagna, l’espressione cioè di una scuola calcistica di grandissimo livello e quindi in grado di proporre sempre delle rappresentative di grande qualità. E non sappiamo, soprattutto, se sarà la squadra un po’ svogliata di Minorca, che è riuscita a pareggiare solo nel finale il vantaggio azzurro firmato dal difensore interista Bettella, oppure quella che lo scorso anno in Azerbaijan ci sconfisse per 4 – 2 nell’ultima partita del Girone decretando la nostra eliminazione. Quella come spirito, intendiamo, non certo come nomi, visto che, a questi livelli, un anno è una vita. Quella che, dopo essere stata riacciuffata sul 2 – 2, anche grazie alla firma del trentino dell’Inter Andrea Pinamonti, ebbe la forza di farci altri due gol, anche se la porta azzurra era difesa da Plizzari che, dopo Gigio Donnarumma, è sicuramente il miglior prospetto per il “dopo Buffon”.

Ma è meglio non pensare al passato, anche per non indulgere nel vezzo, tipicamente italico, di piangerci addosso.

L’Italietta, infatti, è indubbiamente capitata in un raggruppamento di ferro, ma che dobbiamo dire di Olanda e Inghilterra, assieme nel Girone D, anche se hanno conquistato quattro degli ultimi sette titoli europei? Faranno loro compagnia, magari non felicissime del ruolo, Norvegia e Ucraina. Nel Girone B troviamo invece Francia, Far Oer e Ungheria, mentre la Serbia di Markovic, grande protagonista all’ultimo Beppe Viola, Bosnia, Germania e Irlanda daranno vita al Girone C.

Nei prossimo giorni staremo a vedere che squadra vorrà disegnare Bigica attorno al colored juventino Moise Kean,  il giocatore dal cui estro dipenderanno molte delle nostre speranze in queste finali europee.

Frattanto dobbiamo registrare l’assenza dei campioni uscenti del Portogallo i quali, dopo aver superato ai calci di rigore la Spagna nella finale dello scorso anno (5-4, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’1-1), questa volta non sono riusciti a passare le forche caudine della fase Elite. Cosa che sarebbe clamorosa per una nazionale maggiore, ma che non deve stupire nel calcio giovanile dove, come per il vino, le annate non sono tutte uguali.

Nello Morandi