Il miracolo Atalanta può ripetersi anche ad Arco

Sulla scia della prodigiosa stagione della prima squadra, la formazione U17 bergamasca torna al Trofeo Beppe Viola dopo il successo del 2016. "Prima uomini, poi calciatori: ecco la nostra formula vincente"

06 marzo 2017

Quattro vittorie fra il 2006 e il 2016. Il titolo di campione in carica da onorare e, perché no, rinverdire. Senza l’assillo della vittoria che comunque, spesso, porta la firma del club bergamasco. C’è l’Atalanta di Massimo Brambilla fra le squadre più attese al Trofeo Beppe Viola 2017, in programma dal 9 al 14 marzo prossimi ad Arco (Trento). Inserita nel girone A con Bologna, Napoli e Rappresentativa Lega Pro Under 17, la squadra nerazzurra riparte dal 3-1 rifilato lo scorso anno in finale a un ottimo ChievoVerona. “Girone competitivo, puntiamo a onorare al meglio l’impegno, cercando di far giocare più ragazzi possibile” spiega Maurizio Costanzi, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta.

La dinamica dei tornei è un po’ particolare, rispetto al campionato. Tutto è concentrato in pochissimi giorni e, se si sbaglia qualcosa già alla prima partita, si rischia di compromettere l’intero percorso. Per i ragazzi lo stress è maggiore, ma noi cercheremo di dire la nostra” aggiunge Costanzi. Non sarà facile, vista la concomitanza delle qualificazioni per l’Europeo U17: “Mancheranno cinque atleti convocati dalle nazionali italiana, svedese, cipriota, ceca e portoghese. Abbiamo tuttavia altri giocatori pronti a ritagliarsi uno spazio importante nel torneo“.

Campione d’Italia Under 17 e vincitrice della Supercoppa di categoria, l’Atalanta guida al momento il proprio girone di campionato con un punto di vantaggio sul Bologna – che ritroverà ad Arco – tre sul Milan e cinque sull’Inter, che però deve recuperare una partita. Il club bergamasco è inoltre secondo nel campionato Primavera e in quello Under 15 (in entrambi i casi a -5 dall’Inter), oltre che nel campionato Under 16 (a -1 dal Cesena, ma con una gara in meno). “Tutte le nostre squadre sono mediamente competitive, a volte capita di essere primi in classifica, a volte no, perché a questa età ci sono tanti fattori che influenzano i risultati“, racconta Costanzi.

Del resto, non è l’oggi l’obiettivo dello staff tecnico dell’Atalanta, costante serbatoio di talenti del calcio italiano. “Il nostro risultato è formare calciatori. E questo si può fare formando prima gli uomini. Cerchiamo sempre un equilibrio fra gioco e professione, poi in futuro il gioco si potrà eventualmente trasformare in una prospettiva di vita e di lavoro“. Nomen omen: l’equilibrio è insito nella stessa origine greca del nome Atalanta. Ma i risultati dell’Atalanta fanno sorridere anche i bilanci: “Coltivare e lanciare talenti fa parte della nostra tradizione, della nostra cultura sportiva, ma è anche una necessità visto che pesa molto, in positivo, anche sulla voce Bilancio“.

Due settimane fa Mattia Caldara, difensore con un futuro già scritto alla Juventus, ha regalato all’Atalanta un clamoroso successo al San Paolo di Napoli, con una doppietta. Domenica 5 marzo, invece, è arrivato il primo gol in Serie A di Roberto Gagliardini, passato all’Inter a gennaio. Entrambi compiranno 23 anni in primavera. Chi saranno i nuovi Caldara e Gagliardini? “Ci sono sicuramente dei ragazzi interessanti e di qualità, diversi per ruoli e caratteristiche, in quasi tutte le nostre squadre giovanili. C’è qualche eccellenza, qualcuno che va aspettato e che deve migliorare. E quest’anno abbiamo lanciato quattro atleti vittoriosi ad Arco lo scorso anno: Bastoni, Capone, Latte Lath e Melegoni” conclude Costanzi.

Entrambi classe 1999, il difensore Alessandro Bastoni e il centrocampista Filippo Melegoni hanno debuttato assieme in Serie A lo scorso 22 gennaio con la Sampdoria (1-0). L’attaccante Emmanuel Latte Lath ha segnato alla Juventus in Coppa Italia, competizione che ha battezzato l’esordio fra i grandi anche del suo collega di reparto Christian Capone, in campo per 45′ nel match casalingo vinto per 3-0 con il Pescara.