Il vento dell’Est rende impossibile il pronostico

Il Partizan Belgrado, miglior vivaio europeo, è l’avversario più temuto e si candida come potenziale primo club straniero vincitore del “Beppe Viola”

28 febbraio 2017

Difficile trovarne uno il cui cognome non termini per “ic” e, tra l’altro, sembra che ci dovremo abituare a destreggiarci tra “acca” e “kappa”, se è vero che si tratta del vivaio più prolifico d’Europa. Secondo una ricerca del CIES – un osservatorio internazionale sul calcio – il Partizan di Belgrado, la grande novità dell’edizione n°46 del Torneo Città di Arco – Beppe Viola, ha piazzato ben 78 dei suoi “canterani” nei vari, e più ricchi, campionati europei. Meglio dell’Ajax e anche del Barcellona, i cui settori giovanili da anni sono considerati il top per quanto riguarda la qualità.

C’è una certa curiosità – anche tra gli osservatori – di vedere all’opera i gioielli di un calcio tanto ricco di talenti e, per assurdo, tanto povero, per cui cercare di avvalersi solo dei prodotti locali diventa una necessità, prima ancora che una virtù. Ma c’è modo e modo per gestire il settore giovanile e il Partizan lo sa fare particolarmente bene. Seleziona ogni anno 3-400 tra i giovani migliori della Serbia, ma anche dei Paesi vicini, poi li cresce allo Sporting Center Partizan – Teleoptik, comunemente chiamato “Zemunelo” (per scimmiottare Milanello), dove tutte le operazioni sono dirette da Momido Vukotic, discreto passato da calciatore nel Partizan e nel Bordeaux e una carriera da allenatore soprattutto all’estero. Ecco, in Serbia è quasi una regola che dei giovani si possano occupare solo ex professionisti, gli unici che, oltre alla tecnica, dovrebbero saper inculcare la mentalità giusta.
Indubbiamente non è un problema marginale, anche se il “segreto” forse sta nel fatto che il Partizan ha una seconda squadra, il Teleoptik appunto, che milita nella terza divisione e raccoglie i ragazzi del settore giovanile che hanno uno sviluppo più lento di altri. Si evitano così bocciature controproducenti oppure carriere bruciate dall’eccessiva fretta. E forse non è un caso che alcuni tra i giocatori più forti usciti dalla Serbia per militare in prestigiosi club europei siano passati proprio dal Teleoptik. E non è sicuramente un caso che le prime sei società della speciale classifica stilata dal CIES possano contare su una squadra riserve. Cosa che, per misteriosi motivi, non accade in Italia. Ed i risultati si vedono.

A suffragio di questa teoria anche il parere di Toma Milosevic, responsabile del settore giovanile della Stella Rossa, l’altra squadra di Belgrado. Milosevic che, in carriera, ha scoperto, valorizzato e lanciato campioni come Jugovic, Stankovic e Pantelic, è certo che il declino della sua società sia legato proprio all’assenza di una squadra riserve. Anche la temibile Nazionale serba attinge a mani basse dal Partizan. Nella Nazionale maggiore del 2015 ben 14 giocatori erano usciti da “Zemunelo”, mentre un solido contributo il Partizan l’ha dato anche all’Under 19, campione d’Europa nel 2013, e all’Under 20 che, l’anno dopo, conquistò la Coppa del mondo di categoria.

Ad Arco il Partizan è stato sorteggiato nel Girone D con il Sassuolo, la Lazio e la Rappresentativa Under 17 del Trentino. Protagonista di un bel testa a testa con Genoa, Torino ed Empoli ai vertici del Girone A del campionato nazionale di categoria, dovrebbe essere il Sassuolo l’avversario più pericoloso dei serbi. E Felice Tufano, l’allenatore, vuole dimostrare alla Juve di avergli dato il benservito troppo in fretta. La Lazio – che nel Girone B del campionato veleggia a centro classifica – non pare in grado di potersi inserire nel discorso anche se Fabrizio Fratini sembra intenzionato a proseguire nel lavoro iniziato dal tecnico arcense Michele Santoni. La Rappresentativa Trentina, come sempre, costituisce una incognita.

Abbastanza singolare il fatto che al Beppe Viola si ritrovino (nel Girone A) Bologna e Atalanta, sorteggiate con la Rappresentativa Nazionale della Lega Pro e il Napoli. I rossoblù bolognesi, guidati in panchina da Emanuele Troise, hanno infatti battuto i campioni uscenti nell’ultimo scontro diretto in campionato ed ora contendono loro il primato in classifica. Sarà dunque l’occasione per una rivincita anche se dovranno fare attenzione ai ragazzi della Lega Pro che potrebbero costituire un ostacolo scomodo per tutti. Il Napoli di Massimo Carnevale, a giudicare dall’altalenante rendimento offerto in campionato, non dovrebbe creare problemi.

La Roma di mister Alessandro Toti è la logica favorita del Girone B, questo anche se in campionato – dopo anni ed anni di supremazia – i giallorossi sono costretti ad inseguire il Palermo. Occhio comunque all’Empoli di Alessio Forcinella (il ragazzo del Dro è stato acquistato la scorsa estate dal club toscano) che, come detto, in campionato è assolutamente in corsa per il primato. I ragazzi allenati dall’ex terzino juventino Alessandro Birindelli non dovranno però guardarsi solo dai lupacchiotti, ma anche dal Chievo dello storico Marco Fioretto che in questo torneo ha sempre sciorinato prestazioni eccellenti e dalla Nazionale Dilettanti piena di giovani desiderosi di mettersi in luce – e quindi di vendere cara la pelle – su un palcoscenico così prestigioso.

Nel Girone C, dopo le delusioni degli ultimi anni, ci si aspetta un segnale forte da parte dell’Inter di Andrea Zanchetta che, in campionato, contende il primato a Bologna e Atalanta. Occhio al Toro di Marco Sesia che, a giudicare dai risultati, sembra poco propenso a farsi “matare”, mentre staremo molto attenti ad attribuire all’Hellas Verona di Andrea Vitali solo il ruolo dell’outsider.

Tutti questi ragionamenti, comunque, possono essere vanificati da due situazioni decisamente non ininfluenti. Il ritmo serrato del torneo, capace di sovvertire anche i valori tecnici, e la Nazionale di Bigica che, proprio il giorno della finale del Beppe Viola, esordirà in Olanda contro la Bielorussia nella fase Elite del campionato Europeo di categoria. Tutte le squadre presenti, più o meno, hanno dato il loro tributo all’azzurro, anche se va ricordato che per le ultime amichevoli perse con l’Austria è stata l’Inter, con ben cinque giocatori, la squadra più saccheggiata.

Nello Morandi