Kean e i suoi fratelli: quattro talenti da copertina

Lo juventino è stato il primo classe 2000 a segno in Serie A, seguito a ruota dal più giovane Pellegri. Donnarumma pensa al futuro, mentre Merola studia da protagonista per le finali nazionali U17

01 giugno 2017

Nel giorno del ritiro di Totti, nel giorno delle lacrime per un ragazzo del ’76 per il quale il mondo del calcio (e soprattutto la Roma giallorossa) avrebbero voluto fermare il tempo, a tenere banco ci sono anche le storie di ragazzi che hanno tutti i numeri per sostituire nei cuori degli sportivi il ruolo occupato dal capitano romanista.

Una bella pagina per alimentare le speranze di un suo domani l’ha cominciata a scrivere sabato Moise Kean, il diciassettenne della Juve che Allegri ha mandato in campo a Bologna al posto di Paulo Dybala.

Era il 79′, la partita era bloccata sull’1-1, ma la voglia di bruciare le tappe del colored nato a Vercelli da genitori ivoriani ha fatto la differenza. Prima una grande azione sulla destra per servire un assist a compagni ormai concentrati solo sull’impegno di Cardiff, poi, al 4′ di recupero, la grande incornata sul delizioso pallone offertogli da Pjanic. E così Kean, dopo essere diventato il primo 2000 ad esordire in Campionato e poi in Champions League, è stato anche il primo a segnare un gol nei cinque maggiori campionati d’Europa. Del senno di poi, forse l’Italia non sarebbe uscita subito nelle finali del recente Campionato Europeo Under 17 se avesse sempre potuto contare su di lui. Dopo aver messo a segno il gran gol con il quale gli azzurrini hanno sconfitto i padroni di casa della Croazia all’esordio, infatti, Kean è stato richiamato a Torino da Allegri perché lo avrebbe voluto in panchina nel derby. Il ragazzo però si è stirato in allenamento e quindi, oltre derby, ha dovuto rinunciare anche alle altre partite in azzurro perse con la Spagna e la Turchia.

In tutte e due le occasioni è stato sostituito, senza molta fortuna, dal genoano Pietro Pellegri, un ragazzone addirittura del 2001, che, nell’ultima giornata del massimo campionato, Juric ha mandato in campo all’Olimpico contro la Roma in quella che doveva essere la festa giallorossa (per la qualificazione diretta in Champions) ma, soprattutto, per l’addio a Francesco Totti. Pellegri, comunque, non si è fatto intimorire e, dopo pochi minuti, ha bruciato Manolas e portato in vantaggio il Genoa. Gelo sull’Olimpico e festa rinviata ai minuti finali del match dopo una affannosa rimonta quando Pellegri, dopo 68′ di buona sostanza, è stato sostituito da Ntcham. Il ragazzo è legato al Genoa da un triennale e che la società se lo voglia tenere lo si legge anche nella nomina a team manager del padre.

Due anni fa lo voleva il Manchester United che, con una azione abbastanza tipica da quelle parti, era disposto ad “acquistare” tutta la famiglia, dando loro una casa ed un lavoro. Hanno detto no, così come hanno finora respinto le avances della Juventus che però sembra debba ancora formulare una proposta concreta.

Vedremo, invece, se alle avances saprà resistere Gigio Donnarumma che la categoria under 17 l’ha lasciata da pochi mesi. A Cagliari non è parso concentratissimo e, da tempo, sui siti più o meno vicini alla società rossonera, viene aspramente criticato. Il motivo? Il Milan gli avrebbe offerto 3 milioni e mezzo netti all’anno, ma lui starebbe tentennando. Apriti cielo! “Già il fatto di stare con Raiola – scrive Serafini su Calciomercato – ha certificato che al fanciullo di 2 metri stanno più a cuore i soldi della bandiera”. E poi ancora: “C’è un limite al pudore nello sport…. Donnarumma ha cominciato per primo baciandosi la maglia davanti ai tifosi e ora dovrà avere lo stesso coraggio per sfilarsela”. Questo, più o meno, il tono generale. Per Donnarumma, insomma, sarà un’estate calda.

Caldo farà anche in Romagna tra una quindicina di giorni in occasione della final four del Campionato Italiano Under 17 alla quale arriva col botto (5 gol in due partite alla Roma nei quarti) Davide Merola, altro classe 2000 e ovviamente compagno di Kean e Pellegri in Nazionale. Piccolino, ma già formato muscolarmente, Merola è nato, anche calcisticamente, a Santa Maria Capua Vetere dove lo descrivevano già con un piccolo Messi. Lo volevano Napoli, Roma e Juve, ma lui ha scelto l’Inter, per la quale tifa, e nelle cui fila è approdato 5 anni fa. Sinistro educatissimo, senso del gol, rapidità, lo avvicinano a nomi illustri del recente passato calcistico come Montella e Di Natale.

Lo scorso anno l’Inter perse la finale con quello squadrone dell’Atalanta, ma il video del gol del provvisorio vantaggio nerazzurro messo a segno da Merola (sombrero e tocco sotto) è diventato virale ed è ancora cliccatissimo su You Tube. Chiaro che il taciturno ragazzo campano quest’anno non si accontenterà di questa effimera gloria perché vuole fermamente lasciare la categoria con lo scudetto appuntato sulla maglia.

Nello Morandi