La Nazionale U17? Portiamola ad Arco

Se esiste (ed è evidente che esista) un problema di calendario per gli impegni della selezione di categoria, la soluzione a ben vedere è meno complicata di quel che sembra…

28 marzo 2017

Più concreti dei loro colleghi “maggiori”, gli azzurrini della Nazionale Under 17, guidata da Emiliano Bigica, hanno staccato in Olanda, in occasione della fase Elite del campionato europeo di categoria, il pass per far parte di uno dei quattro gruppi di quattro squadre ciascuno che si giocheranno il titolo in Croazia ai primi del prossimo mese di Maggio. Passeranno le prime due di ogni girone che poi si affronteranno, con la formula dell’eliminazione diretta, in un tabellone a otto.

L’Italia è partita subito con il piede giusto sconfiggendo nettamente la Bielorussia nella partita inaugurale disputata proprio quando ad Arco l’Atalanta aveva appena finito di bissare il successo dello scorso anno al Beppe Viola. Due gol di Kean ed uno di Merola hanno fissato il risultato sul 3 – 0, come dire che Bigica ha avuto l’intuizione giusta a chiamare il colored juventino che, in un primo tempo, sembrava destinato ad altre rappresentative nazionali. Il vercellese figlio di ivoriani, dunque, ha confermato sul campo di meritare di essere stato il primo “millennial” a esordire in serie A e, pochi giorni dopo, il primo nato nel 2000 ad esordire in Champions. Mino Raiola, che è il suo procuratore (figuriamoci se ne sbaglia uno!), ha detto che è un predestinato

Ma anche l’interista Davide Merola – vicecapocannoniere nel Girone B del campionato di categoria alle spalle dell’atalantino Nivokazi, grande protagonista all’ultimo Beppe Viola – sembra essere un giovane di sicuro avvenire. I suoi interessi sono curati da Vincenzo Raiola, fratello di Mino, il quale lo descrive come un mix tra Di Natale e Montella. Come dire che i Raiola non sono costituzionalmente capaci di sparare basso, hanno una enorme fiducia nei loro “procurati” e non perdono occasione di creare loro occasioni di visibilità. Volete un esempio? E’ diventato virale su YouTube il video dello splendido gol che Merola ha segnato contro l’Atalanta nella finale del campionato nazionale Under 17 della scorsa stagione: deliziosa finta e pallonetto al volo a scavalcare il portiere. I giovani calciatori che vogliono battere la sua strada l’hanno visto tutti, ma forse pochi sanno che il titolo è poi stato vinto dall’Atalanta. E meritatamente. Questa è la comunicazione degli anni Duemila.

Da una grande promessa all’altra per dire che, anche la seconda partita della fase Elite dell’Europeo di categoria, gli azzurrini l’hanno vinta con un gol in extremis di Fabrizio Caligara, grandi piedi e notevole intelligenza calcistica, che Allegri in persona ha già voluto blindare con un contratto. Il giovane centrocampista juventino, infatti, ha risolto la partita col Belgio – quella decisiva – con un millimetrico calcio di punizione nei minuti finali, segno di grande lucidità e di freddezza per cui è facile accomunarlo, come hanno fatto i suoi compagni, a maestri come Pirlo o Pjanic.

A qualificazione conquistata i ragazzi di Bigica sono andati in campo con i padroni di casa dell’Olanda senza la necessaria determinazione. Era in palio il primo posto nel girone (che nella fase finale forse ci avrebbe regalato un sorteggio più favorevole) ed invece, more solito per l’Italcalcio, abbiamo regalato il primo tempo ai nostri avversari. Sotto per 2 gol, abbiamo reagito nella ripresa, ma siamo riusciti solo ad accorciare le distanze con lo juventino Nicolussi Caviglia.

Poco male. Dal 3 al 19 maggio, in Croazia, con le sedici squadre più forti d’Europa non ci sarà spazio per i calcoli e quindi il campo dirà la verità, tutta la verità, sul livello del nostro calcio giovanile.

Tutti questi giovani, a parte Nivokazi, il torello atalantino con passaporto kosovaro, non hanno fatto passerella ad Arco nell’ultima edizione del Beppe Viola. Un po’ per scelta (strana quella di Juventus, Milan e Fiorentina che hanno abdicato al loro ruolo di indiscusse vedettes di questo torneo), un po’ perché la sosta al campionato, concessa dalla Federcalcio al nostro torneo, da qualche anno è stata sfruttata dai vari selezionatori (il turn over è notevole) per stage di allenamento e raduni della rappresentativa nazionale che finiscono per privare le squadre migliori dei loro giocatori di spicco. Quest’anno Bigica non poteva farne a meno, visto che le date della fase Elite erano già state stabilite dall’Uefa, ma c’è stato anche chi (Dal Canto, oggi allenatore della Primavera dell’Empoli) ne ha approfittato per fare un “preraduno” (così era scritto) a Castelfranco Veneto, cioè a casa sua. Prima di lui Bruno Tedino, oggi al Pordenone in Lega Pro, li aveva convocati al suo paese. Per la Federazione? Tutto normale. Tra l’altro loro chiamavano solo giocatori provenienti dai vivai di top team, mentre Bigica ha il merito di aver aperto a squadre come il Cagliari, lo Spezia, il Cesena, il Chievo, la Lazio, il Genoa e il Vicenza, illustri assenti fino a ieri.

Il problema – se si vuole affrontarlo con correttezza – è che la Federcalcio deve finalmente capire, e non solo portare il plauso e fare i soliti discorsi di circostanza, che da 46 anni (record nazionale?) quattro pazzi in un paesino lontano dal grande calcio hanno l’ambizione di mettere in piedi uno spettacolo che negli anni è diventato una vetrina tra le più importanti del calcio giovanile internazionale. E questi quattro pazzi vanno rispettati nel loro impegno anche e soprattutto dagli allenatori (e dai dirigenti) delle rappresentative di categoria. Facciamo un esempio: è inevitabile convocare la nazionale proprio durante il Beppe Viola? Ebbene, lo si faccia ad Arco – dove il clima e le strutture sono in grado di rispettare ogni tipo di esigenza – e quindi la festa sarà completa. Ci potrà essere un confronto tecnico e quello che è già il più importante torneo nazionale della categoria potrà diventare anche il summit delle nostre speranze. Nostre, del nostro calcio, della nostra società e anche di tutto quello che non sa di bottega.

E’ chiedere troppo?

Nello Morandi

Foto: la Nazionale Under 17 impegnata in una recente amichevole con l’Austria (Foto Figc.it)