Torneo Femminile

Dall’11 al 13 marzo 2018: tre giorni, un arco – il calembour è involontario – di poche ma significative ore che hanno sancito la formazione Primavera di calcio femminile che si è aggiudicata l’edizione 2018 del Torneo Città di Arco – Trofeo “Beppe Viola”. La Fiorentina ha superato in finale per 3-1 le campionesse in carica della Res Roma; l’AGSM Verona si è invece aggiudicato la finale con in ballo il terzo e quarto posto: dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, le scaligere si sono imposte ai calci di rigore contro l’Inter Milano (3-1 il finale).


Il mondo del calcio femminile partecipa alla manifestazione dal 2002, e da quel momento, in sedici anni, la presenza di società e rappresentative è costante, le gare seguite con passione e competenza da tanti tifosi ed appassionati. Quest’anno si festeggia la “maturità” della presenza del DCF nelle gare del torneo. Grazie alla felice comunanza d’intenti e finalità tra il Comitato Organizzatore e la Lega Nazionale Dilettanti, è stato possibile rinnovare il consueto appuntamento nella splendida cittadina trentina.


Nel Torneo di Arco c’è l’essenza stessa del calcio, il fertile humus da cui esso nasce: i dilettanti, il femminile, i settori giovanili. Lì e da lì si sviluppano l’apprendimento individuale, la crescita collettiva, la trasformazione di un gioco in sport. Bacini e laboratori insieme, contenuti e contenitori, i vivai, nella fattispecie le formazioni Primavera femminili, sono realtà sportive dagli straordinari risultati e dalle ingenti, concrete possibilità. Possibilità rappresentate da capillarità e presenza sull’intero territorio nazionale, dalla legittimità fondata sul rispetto delle leggi e delle norme, sulla certezza del regolamento, sull’energia del volontariato, sulla voglia di sana competizione e crescita umana delle atlete.


La manifestazione rappresenta un appuntamento di fondamentale importanza per tutto il movimento perché offre agli atleti un momento d’incontro e di confronto per riportare il calcio alla sua natura di sport e gioco, perché la valenza ludica del calcio dilettantistico, che porta in sé la matrice del diletto, non venga mai a mancare e metta sempre al primo posto la persona, prima che lo sportivo. Per tutti i partecipanti, infatti, questa competizione non rappresenta soltanto una vetrina per dimostrare talento o qualità tecniche, ma soprattutto un’occasione di crescita morale per quelli che sono i valori che il torneo veicola, perché lo sport è una privilegiata ed insostituibile palestra di educazione civica e intellettuale.