Vivai d'Europa: il Partizan resta ai vertici, Roma miglior italiana

I serbi, finalisti al Beppe Viola 2017, vantano un centinaio di talenti del vivaio nei 31 principali campionati europei. I giallorossi sono la squadra italiana con più titolari nella massima serie in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Italia.

19 aprile 2017

Il Partizan di Belgrado – recente protagonista della finale del Beppe Viola – continua ad occupare stabilmente un ruolo di grandissimo prestigio nella speciale classifica allestita dal Cies (Centre international d’etude du sport), l’organismo che ha sede in Svizzera, a Neuchatel, e che si occupa di “vivisezionare” sotto ogni aspetto i club calcistici che militano nei 31 principali campionati d’Europa.

La leadership dei serbi riguarda in particolare il numero di giovani che loro riescono a far crescere nella loro “Zemunelo” (l’equivalente della celeberrima Masia del Barcellona) e poi piazzare in Europa. Grazie alla capacità dei tecnici coordinati dal santone Momido Vukotic, ma anche per la fame di questi ragazzi ansiosi di varcare i confini della Patria per poter dare un senso, anche e soprattutto economico, al loro impegno di calciatori professionisti.

Diciamo, insomma, che il Partizan – appena preceduto dagli olandesi dell’Ajax, secondo gli ultimi rilevamenti – lavora in maniera eccellente sulla quantità, nel senso che riesce a dare una maglia da titolare in Europa a buona parte dei circa 400 ragazzi che vengono selezionati ogni anno per allenarsi, studiare e soffrire allo Sporting Center Partizan Teleoptik. Attualmente, infatti, 5 dei suoi prodotti del vivaio giocano nella sua squadra maggiore, mentre 61 sono andati a rinforzare le fila di squadre europee dei 31 campionati che si svolgono sotto l’egida dell’Uefa.

Solo l’Ajax ha fatto meglio con 9 undicesimi della sua prima squadra e ben 72 ceduti… all’Europa.

Una posizione di preminenza in questa classifica la occupano i croati della Dinamo Zagabria (con 13 titolari prodotti in casa  e 55 ceduti all’estero), davanti ai portoghesi dello Sporting (8-54) che precedono a loro volta le due grandi duellanti di sempre, Barcellona e Real Madrid, questa volta appaiate in classifica, con 7 canterani a testa promossi nella rosa dei titolari e 53, sempre a testa, spediti a fare esperienza all’estero.

Ma oltre a questa classifica che chiameremo di “quantità”, senza intenzione di svilirla, il Cies ne elabora un’altra, sotto certi aspetti più interessante, sicuramente più qualitativa, che riguarda i prodotti dei vari vivai che sono diventati oggetto del desiderio dei club militati nei cinque campionati top d’Europa: Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Italia.

Una graduatoria, quest’ultima, stradominata dalle squadre spagnole (e non solo dalle due “solite note”), ma nella quale fanno capolino anche società italiane e che, a nostro avviso, costituisce lo specchio non solo di una tradizione calcistica, ma anche di strategie economiche più o meno azzeccate, più o meno vincenti.

La novità è che il Real Madrid ha superato il Barcellona, assolutamente primo nell’annata sportiva precedente. Sette giocatori della rosa dei galacticos, infatti, hanno iniziato a muovere i primi passi alla Ciudad de Valdebebas fin da quando erano Benjamines (i più piccoli), mentre ben 41 giocano in campionati “che contano”. La scorsa estate il vivaio dei Blancos ha provocato un movimento di ben 100 milioni, con Marcos Alonso (al Chelsea) e Jesè (al PSG) che hanno costituito le voci più importanti. Questo è comunque un lavoro che viene da lontano e che non si improvvisa in pochi anni, un lavoro che richiede grandi investimenti in strutture, tecnici, osservatori. Il bambino che viene accolto nella casa del Real sa che dovrà diventare uomo e calciatore assieme per poter avere la speranza di ricalcare le orme dei Butragueno, dei Sanchis, dei Casillas, dei Raul.

Più o meno lo stesso discorso, anche se in lingua catalana, eccheggia tra i campi della Masia a Barcellona. Anche i blaugrana, infatti, possono vantare a fianco di Messi ben sette canterani, mentre “solo” 37 sono i calciatori finiti  nei maggiori club d’Europa.

Le sue recenti alterne fortune, invece, non hanno tolto al Manchester United – terzo in questa speciale classifica – la supremazia in Premier League con 6 giocatori della United Accademy (tra cui Pogba!) nella rosa a disposizione di Mourinho e 34 sparsi nei cinque campionati maggiori.

Poi c’è il Lione (addirittura 12 dalle giovanili in prima squadra e 29 piazzati in altri club importanti) che precede due spagnole: l’Athletic Bilbao (17-25) e la Real Sociedad (1-25). Alle loro spalle, settima, la Roma, prima italiana, e di gran lunga, con 3 giocatori (uno è Totti) in rosa e 24 piazzati ai migliori offerenti. Un posto di prestigio per i giallorossi, anche perché precedono l’Arsenal ed una nutrita pattuglia di ben sei club francesi (Monaco, Rennes, Nantes, Bordeaux, PSG e St. Etienne). Quindi troviamo il River Plate (significativo il fatti che gli argentini non abbiano nessun giocatore proveniente dal vivaio nella squadra maggiore contro i 20 piazzati in Europa) che precede due francesi (Tolosa e Montpellier) e finalmente la seconda squadra italiana, il Milan con un eccellente 7 – 19.

Rossoneri, quindi, al 18° posto, due posizioni davanti alla corazzata Bayern Monaco, mentre gli altri club italiani viaggiano a ridosso del 30° posto. In particolare troviamo al 26° l’Atalanta (6-16), al 27° l’Inter (4-16), al 29° la Fiorentina (4-15) e al 30° l’Empoli (4-13).

E’ interessante osservare come in questa speciale classifica la Juventus, pur dominando la scena nazionale da un lustro, sia una illustre assente. In via Galileo Ferraris, probabilmente, ritengono più vantaggioso acquistare giocatori fatti o in sboccio grazie ad una attenta opera di scouting. Pogba, Coman e, recentemente, Betancur sembrerebbero confermare questa tendenza.

Politica che si evince anche considerano il numero delle squadre interessate. 12 su 30 sono francesi, 7 (di cui 4 nelle prime 6) spagnole, 3 inglesi, 1 argentina, 2 tedesche e 6 italiane, anche se, Roma a parte, abbastanza in posizioni di rincalzo.

Come dire che in Spagna resiste una grandissima tradizione, in Francia si perpetua una necessità (PSG a parte, i club d’Oltralpe non sono ricchissimi), mentre dalle altre parti ci si barcamena e quindi il vivaio diventa più un dovere sociale che una risorsa tecnica.

Significativo come in Germania, dove il calcio ha subito una eccezionale evoluzione tecnica negli ultimi vent’anni, il discorso vivai sia appena abbozzato, almeno alla luce di questi dati.

Al di là di tutto, comunque, abbiamo capito in che direzione andrà a pescare Marco Benedetti per allestire il cast del prossimo Beppe Viola, visto che non ha mai nascosto di voler accentuare le caratteristiche internazionali del torneo.

Nello Morandi

Photo: Piermarco Tacca