Spal, prima volta al “Beppe Viola”: il percorso della rinascita

Tornata in A dopo mezzo secolo, la società ferrarese debutta nella prestigiosa rassegna trentina U17. "Stiamo recuperando l'appeal del passato - dice Ruggero Ludergnani, responsabile del settore giovanile -. Onorati di essere ad Arco, sarebbe bello affrontare la Roma"

23 febbraio 2019

Il ritorno in Serie A, dopo 49 anni di assenza. Un settore giovanile tornato ad avere appeal, forte di un proficuo lavoro di scouting in tutto il mondo. E una prima volta speciale, al Trofeo Beppe Viola. La SPAL, acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor, farà il suo debutto ad Arco (Trento) nell’edizione numero 48 del torneo, in programma dal 7 al 12 marzo. “Per noi è un onore. Ho sempre avuto modo di osservare con interesse il Beppe Viola e ringrazio l’organizzazione che ci ha dato la possibilità di partecipare. Abbiamo voluto esserci fortemente: è una tappa importante nel nostro percorso di crescita del nostro settore giovanile“, spiega Ruggero Ludergnani, responsabile tecnico del settore giovanile della SPAL.

Matteo Ferrari, Davide Marchini e Thomas Manfredini sono stati gli ultimi talenti del vivaio estense capaci di raggiungere i grandi palcoscenici del calcio. E oggi? “La nostra mission è formare giocatori, il percorso è lungo e nient’affatto semplice. Per volontà della proprietà, la SPAL si sta imponendo di riportare ai fasti di un tempo il settore giovanile. Oggi la SPAL si sta facendo rispettare, ha appeal, e dalla Primavera all’U15 quasi tutte le squadre sono nelle prime posizioni“, spiega Ludergnani, al suo quinto anno in biancoazzurro. Fra i talenti più pregiati dell’ultimo quinquennio ci sono il portiere il 20enne portiere Demba Thiam, senegalese, in prestito alla Viterbese Castrense; i centrocampisti Gabriel Strefezza, 21enne brasiliano, fino al prossimo 30 giugno in serie B con la Cremonese; Alessandro Di Pardo, 19enne in forza alla Juventus U23; Salvatore Esposito, 18enne cresciuto fra Inter e Spal, oggi in prestito al Ravenna; Shaka Mawuli Eklu, 20enne ghanese in forza al Catanzaro.

Dei 9 stranieri nella rosa dell’Under 17 spallina, c’è chi in realtà è nato a San Marino (come Filippo Fabbri) e chi ha doppia cittadinanza come il capitano Franck Teyou, nato Douala (Camerun) ma a Ferrara dal 2009. Anche il lavoro di scouting all’estero, però, è preziosissimo: “La Spal non rientra nella primissima fascia di scelte per molte famiglie italiane e per questo puntiamo a cercare all’estero profili interessanti e utili in prospettiva anche per la prima squadra“, spiega il responsabile tecnico del settore giovanile della Spal.

Sul fronte azzurro, Ludergnani non è preoccupato dalla residuale presenza di atleti spallini fra i convocati del ct dell’Italia U17, Nunziata: “E’ questione di tempo. Ad esempio, Laghi è stato nel giro della Nazionale fino a un anno fa, ma ha avuto un infortunio grave e sta pian piano tornando ai suoi livelli: speriamo di rivederlo presto anche in azzurro“.

L’ultimo pensiero è per l’imminente Trofeo Beppe Viola: “Sarà interessante vedere all’opera le rappresentative africane, in un torneo che ha saputo mettere in luce anche le rappresentative Lega Pro e Dilettanti, oltre a lavoro dei grandi club di A e B e di quelli stranieri. Chi vorremmo affrontare? Squadre che non sono nel nostro girone e siamo contenti che già il girone ci mette di fronte a Napoli e Parma. Per il resto, sarebbe bello confrontarci con la Roma, che ritengo sia la squadra più forte. Intanto – conclude Ludergnani – veniamo per mettere in mostra ragazzi e far fare loro un’esperienza importante“.